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Maltempo e nuovi impianti
venerdì 05 marzo 2010
Questa campagna vivaistica è stata caratterizzata dal lungo e prolungato periodo di maltempo: nonostante tutti i vivaisti debbano mettere in preventivo la difficile convivenza con le avversità atmosferiche, questo inverno 2009-2010 sarà ricordato come uno dei più “ostili” per l'attività vivaistica (e quindi per i nuovi impianti).
Premesso che il clima è, ovviamente, uno di quei fattori che non possiamo condizionare, ne consegue che sugli altri fattori dobbiamo essere attenti e tempestivi.
La “lezione“ che possiamo trarre da questa annata è proprio questa: tempestività!
Ricordate il vecchio adagio “chi ha tempo non aspetti tempo”… bene, quando si verificano le condizioni idonee per andare nei campi non si deve indugiare ma “cogliere l’attimo” svolgendo tutte le operazioni (piantumazione in primis) che richiedono terreni in tempera, rinviando tutte le altre ad un momento successivo.
Ricordiamo che un impianto eseguito precocemente consente alcuni innegabili vantaggi in termini di prontezza alla ripresa vegetativa e maggiore tolleranza ad eventuali periodi di siccità.
Stiamo entrando nella parte finale della stagione vivaistica: marzo è alle porte, le temperature sono aumentate presto avremo la ripresa vegetativa, molti impianti sono ancora da realizzare: invitiamo pertanto i nostri clienti ad essere pronti ad agire appena le condizioni lo permetteranno, ovviamente senza “pasticciare” ma ove possibile giocando d’anticipo.
Naturalmente i vivaisti in questo contesto hanno svolto il ruolo importante di “custodire” nelle proprie “apposite “strutture le piante in attesa di essere messe a dimora.
In sintesi possiamo concludere che ci troviamo di fronte ad una annata impegnativa come poche nel recente passato che mette a prova la professionalità dei vari attori della filiera.
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Il prodotto del mese

La pesca Buco Incavato
venerdì 05 marzo 2010
marzo_2010_bucoincavato.jpgE' bianca, di grossa pezzatura, profumata e matura in agosto: queste caratteristiche la resero, molti decenni fa, la più importante varietà di pesco coltivata in Romagna.
Con Buco incavato siamo di fronte ad una varietà storica che, proprio per le sue eccezionali qualità organolettiche, era la "regina" delle pesche.
Per quali motivi è tramontata? Sicuramente la limitata serbevolezza (le pesche bianche di un tempo, una volta mature, si conservano poco), la bassa idoneità ai lunghi trasporti, la notevole tomentosità (peluria), l'estetica (che non regge il confronto con le ipercolorate varietà moderne).
Tutti questi motivi l'hanno resa emarginata dalla frutticoltura industriale ma siamo convinti che, per una frutticoltura amatoriale, hobbistica o a "km zero", Buco incavato è ancora la miglior pesca che possiamo gustare.
 
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